Sant’Edvige in legno | Bergland
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S. Edvige (corona + chiesa)

76,98 €

Scultura di Sant’Edvige, duchessa di Slesia e grande esempio di carità cristiana. Patrona della Slesia e degli sposi, simbolo di devozione, umiltà, solidarietà e fede cristiana.

Misura: 13 cm
Finitura: Naturale acero
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Sant’Edvige

Sant’Edvige è una delle figure femminili più importanti della spiritualità medievale europea, ricordata per la sua straordinaria carità, il profondo amore verso i poveri e la sua intensa vita di fede.

Nacque intorno al 1174 ad Andechs e ricevette la sua educazione presso il Convento delle Benedettine di Kitzingen, sul Meno.

Era figlia del duca di Merania, Bertoldo d’Andechs, e zia della celebre Sant’Elisabetta di Turingia.

All’età di appena dodici anni sposò il duca di Slesia Enrico I, con il quale ebbe un matrimonio felice e profondamente cristiano.

Dalla loro unione nacquero sette figli e i coniugi si dedicarono intensamente alla cristianizzazione della Slesia, sostenendo missionari, monasteri e opere religiose.

La carità di Sant’Edvige era immensa. Visitava personalmente i poveri, i malati e i bisognosi per offrire aiuto e conforto.

Il duca Enrico rispettava profondamente il carattere generoso della moglie e insieme condussero una vita semplice e sobria, nonostante il loro rango nobiliare.

Secondo la tradizione popolare, si diceva ironicamente che fosse meglio essere poveri aiutati dalla duchessa piuttosto che lavorare per lei, tanto grande era la sua generosità.

I due sovrani favorirono inoltre lo sviluppo e la civilizzazione della regione, promuovendo l’arrivo di contadini tedeschi e fondando nuovi monasteri e istituzioni religiose.

Sant’Edvige fece costruire numerosi ospedali, ospizi e opere assistenziali, mostrando sempre grande attenzione verso chi soffriva.

La sua vita fu però segnata anche da profonde sofferenze.

Nel 1238 morirono il marito Enrico e sei dei suoi sette figli. Inoltre il castello paterno venne distrutto e sua sorella fu uccisa.

Dopo queste tragedie, Sant’Edvige decise di ritirarsi nel monastero di Trebnitz, l’attuale Trzebnica in Polonia, vicino a Breslavia.

Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita nella preghiera, nella penitenza e nella contemplazione.

Morì il 15 ottobre 1243 in grande solitudine.

Fu canonizzata nel 1267 da Papa Clemente IV e le sue reliquie furono deposte nella Cattedrale del Wawel a Cracovia, che divenne uno dei principali luoghi di pellegrinaggio dedicati alla santa.

Ancora oggi Sant’Edvige è venerata come modello di amore cristiano, generosità e dedizione ai poveri.

Iconografia: Sant’Edvige è raffigurata come giovane regina o duchessa con corona, gigli, modello di una chiesa o immagine della Madonna; talvolta come monaca cistercense, spesso a piedi nudi con le scarpe in mano in segno di umiltà.

Ricorrenza: 16 ottobre.

Patrona: Della Slesia, della Polonia, di Wroclaw, Trzebnica e Cracovia, degli esuli e degli sposi.

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